Monetizzare i tuoi diritti ti aiuterà a vivere meglio?

17 Luglio 2008

di Carmine Curcio
I nostri orologi ,quelli dei lavoratori e della società, stanno girando all’inverso per colpa del solo opportunismo di potere individuale di chi, in nome di crisi economiche (causate da chi?), religiose e mancanza di risorse prime, sta realizzando un divario sempre più netto tra chi comanda e gli uomini comuni, quest’ultimi non più impegnati a migliorare la propria condizione esistenziale ma costretti soltanto a difendersi per sopravvivere in futuro. Il meccanismo di monetizzare i diritti non solo dei lavoratori ma anche quelli più elementari dell’uomo serve a mantenere la calma sociale, almeno al momento; in seguito, però, la situazione peggiorerà, perchè lo scambio non sarà più possibile poichè se oggi un diriitto scambiato con moneta grazie a compromessi è fatto passare in silenzio come semplice operazione di management, domani la moneta lasciata sul tavolo al posto di un diritto sarà facilmente ritirata per altre crisi e altre problematiche, col risultato di lasciare il nulla al posto del nulla. Speriamo di non ritornare ai tempi precedenti la rivoluzione francese (non dimenticando che in alcune parti del mondo ancora oggi esistono situazioni peggiori) dove chi comandava, nobiltà e clero, non pagava tasse mentre il terzo stato lavorava per sostenere l’intera società.


Lady d’acciaio e le sue vittime.

10 Luglio 2008

Alessandra Valentini
da La Rinascita della Sinistra del 10 luglio 2008

«Imprenditori poveri di un’azienda ricca»: è il motto che campeggia sulla residenza della famiglia Marcegalia a Gazoldo degli Ippoliti, un motto che fa sorridere o arrabbiare se pensiamo che l’azienda fondata da Steno Marcegaglia nel 1959 per l’anno 2006 ha registrato un fatturato di 3.460 milioni di euro. L’azienda di famiglia della presidente di Confindustria, si occupa principalmente della trasformazione dell’acciaio, attività cui sono dedicati i 30 stabilimenti sparsi in tutta Italia, ma nel corso degli anni si è affacciata anche al settore immobiliare e turistico. Oltre 6000 sono i dipendenti impiegati. Leggi il seguito di questo post »


Dopo la sentenza della Cassazione, la disponibilità è da considerarsi illegale. O no?

8 Luglio 2008

Come ricorderete, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, il 21 maggio u.s., ha emesso una sentenza n. 12962 con la quale, in buona sostanza, è stato riconosciuto ai lavoratori (in questo caso trattavasi di conduttori della s.p.a. Sepsa, esercente pubblici servizi di trasporto) il diritto a conoscere con largo anticipo il turno di servizio in modo da potere godere appieno del proprio tempo libero (non lavoro).
La sentenza, in alcuni passaggi, viene argomentata con riferimenti che molti lavoratori, purtroppo, spesso evitano di citare per non apparire “demodè”, tipo “…il tempo libero ha una specifica importanza stante il rilievo sociale che assume lo svolgimento di attività sportive, ricreative, culturali, sociali, politiche, scolastiche ecc., o anche di un secondo lavoro, nel caso in cui non sia prevista una clausola di esclusiva…“.
Pertanto, da un’attenta lettura della sentenza, si deduce chiaramente che la disponibilità che non consente di conoscere il proprio turno di lavoro con largo anticipo, è illegale se è vero (com’è vero) che una sua inadeguata applicazione lede l’art. 32 della Costituzione Italiana (“…La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti…).
Allora, se la disponibilità è (o parrebbe?) illegale, cosa si aspetta a pretenderne l’abolizione agendo, se necessario, anche in sede legale, nei confronti di Trenitalia spa?


Mamma, mi sono ripreso l’Uomo Morto!

8 Luglio 2008

Con la direttiva del 30 giugno 2008 il direttore dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) ha praticamente reintrodotto l’utilizzo dell’Uomo Morto sui treni, dal 1 luglio 2009.
Nella direttiva si chiarisce (sic!) che, in verità, questa reintroduzione sarebbe dovuta avvenire già dal 1 luglio 2008, come da direttiva ministeriale n° DG4/Div5 0044725 del 20.10.2006 ma lo slittamento s’è reso necessario per consentire alle imprese ferroviarie il pieno rispetto delle indicazioni/prescrizioni ASL. Leggi il seguito di questo post »