di Carmine Curcio
I nostri orologi ,quelli dei lavoratori e della società, stanno girando all’inverso per colpa del solo opportunismo di potere individuale di chi, in nome di crisi economiche (causate da chi?), religiose e mancanza di risorse prime, sta realizzando un divario sempre più netto tra chi comanda e gli uomini comuni, quest’ultimi non più impegnati a migliorare la propria condizione esistenziale ma costretti soltanto a difendersi per sopravvivere in futuro. Il meccanismo di monetizzare i diritti non solo dei lavoratori ma anche quelli più elementari dell’uomo serve a mantenere la calma sociale, almeno al momento; in seguito, però, la situazione peggiorerà, perchè lo scambio non sarà più possibile poichè se oggi un diriitto scambiato con moneta grazie a compromessi è fatto passare in silenzio come semplice operazione di management, domani la moneta lasciata sul tavolo al posto di un diritto sarà facilmente ritirata per altre crisi e altre problematiche, col risultato di lasciare il nulla al posto del nulla. Speriamo di non ritornare ai tempi precedenti la rivoluzione francese (non dimenticando che in alcune parti del mondo ancora oggi esistono situazioni peggiori) dove chi comandava, nobiltà e clero, non pagava tasse mentre il terzo stato lavorava per sostenere l’intera società.
17 Luglio 2008 alle 5:04 pm |
Caro Carmine,
non per prendermi il primato (non avrebbe senso) ma solo per parteciparti la mia completa sintonia “dalle origini”, devo dirti che queste cose le vado dicendo da anni ai colleghi di lavoro.
Qualcuno condivide, apprezza e appoggia.
Molti altri temono solo nel manifestare un allineamento.
Mi guardano con diffidenza, fingono di non capire, si allontanano, magari con uno strano sguardo.
Probabilmente andranno poi a riferire a chissà chi.
Dove vogliamo andare con questa gente?
Cordialità
20 Luglio 2008 alle 7:49 am |
Carmine,amico mio,hai scoperto,purtroppo,l’acqua calda:Questa storia e’ l’esito finale del processo di globalizzazione,cominciato circa vent’anni fa al quale solo poche persone avevano dato il giusto peso.Non e’ un caso che la cultura globale del popolo sia stata ,piano piano,ridotta fino all’annientamento,tant’e’ che non sarebbe possibile,in un contesto diverso,che una persona come berlusconi e tutta la sua corte,possano stare dove stanno e la cosa piu’ brutta e triste e’ che dall’altra parte si fa a gara per imitarlo,cambiando solo il simbolo.A mio modo di pensare,visto che la storia si ripete ciclicamente,la sola via d’uscita,puo’ essere una nuova rivoluzione d’ottobre.perche’ l’unico dialogo possibile con il padrone e’ solo quello.Spero vivamente di sbagliarmi,ma i presupposti ci sono tutti.
26 Luglio 2008 alle 7:51 am |
lo strano caso del servizio protezione aziendale delle ferrovie italiane
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